venerdì, 20 giugno 2008

da non dormirci la notte

Walter Veltroni in questi giorni è veramente terribile. Un'autentica furia oppositiva, un concentrato di forza adrenalinica in grado di far tremare le gambe al più impavido dei governi, go-go-go-go-governi.

Prima minaccia d'interrompere il dialogo con Berlusconi: una mossa astuta ma al contempo veemente, capace di attizzare focolai di lotta ovunque nel Paese. Ricorderanno a lungo, Bondi e Cicchitto, le ore trascorse nel panico dell'attesa, seduti davanti a un telefono che si ostina a non squillare, le dita incrociate nella speranza, vana che il dialogo possa proseguire. A lungo percorrerà lo stivale il brivido della rivolta che quel semplice gesto di Veltroni ha originato.

Adesso minaccia una mobilitazione per l'autunno ché è bene mettersi avanti col lavoro. Si parla addirittura di una manifestazione nazionale. Un'opposizione che si annuncia dunque, e con largo anticipo, impietosa e ferma. "Ma nessuno deve illudersi, noi non torneremo indietro, ai tempi del clima di odio e di contrapposizione ideologica tra maggioranza e opposizione".

Ah, ecco. Troppe emozioni tutte insieme, meglio di no.

Dice Veltroni che lui in fondo non è mai stato comunista. Che sia questa carenza di formazione leninista la ragione del perché gli sfugga in maniera tanto palese la differenza tra fare politica e dire una cazzata?