martedì, 02 settembre 2008

amico uligano

E' tutto un profluvio di analisi sociologiche, dibattiti sulle tecniche di gestione dell'ordine pubblico, angosciosi interrogativi, sui quotidiani dalla memoria breve: in Italia l'analisi è soggetta a un'obsolesenza immediata e fenomeni che esistono, in costante evoluzione, da oltre trent'anni tornano periodicamente alla ribalta delle cronache per nuovi dibattiti, nuove, interminabili discussioni e un altro po' di Osservatori, regie, comitati e leggi speciali. Tengono tutti famiglia e devono trovare un modo per passare il tempo.

La scontata verità del fenomeno ultras è che la violenza è un portato endemico di ogni società umana e non c'è troppo da arrovellarsi nella comprensione del ribellismo campano o delle marginalità suburbane per rendersi conto che mettere Roma-Napoli e Fiorentina-Juventus alla prima giornata è una precisa scelta repressiva. Si creano le condizioni perché succedano degli incidenti (negando ai tifosi i treni speciali, bloccandoli all'interno di una stazione con contingenti di polizia esigui e mal equipaggiati) perché gli eventi inducano l'opinione pubblica ad accettare la limitazione di diritti acquisiti quale la libertà di spostamento e quella d'espressione. 

Un vecchio slogan del movimento ultras era "leggi speciali: oggi per gli ultrà, domani tutta la città". L'errore principale commesso dai dirigenti politici delle curve è stata pero' proprio l'incapacità di concretare questo concetto estendendo alla società una critica giusta, uscendo dalla marginalità in cui i giornalisti hanno gioco facile a sospingere il branco dei brutti, sporchi e cattivi con la cintura in mano e la sciarpa sul naso. Altro errore è stato impedire che attecchissero in seno alle curve gruppuscoli di delinquenza comune o di delinquenza politica, che hanno saputo sfruttare con lucidità la copertura fornita dallo spirito cameratesco e omertoso che si sviluppa naturalmente in ogni gruppo soggetto a una discriminazione e alla marginalità. E poi ci sono i tifosi S.p.a., quelli che in curva ci si sono fatti il Cayenne, con il merchandising, con il pizzo sui biglietti, con le contestazioni di comodo.

Terminati gli errori degli ultras, arrivano queli della politica in doppiopetto, che trova in curva un bacino di voti, di militanza e di tecnici del servizio d'ordine ma quando i ragazzi si divertono un po' troppo vuole salvare la faccia di fronte all'elettorato piccolo borghese spaventato a morte da ogni devianza. 

Il risultato è che gli ultras subiscono da anni quello che altri cittadini hanno dovuto subire a Genova nel 2001 o che gli immigrati sans papiers subiscono ogni giorno: botte, umiliazioni, cattiva stampa.

La soluzione ultilma sarà la liquidazione culturale e fisica di quest'ultima forma di aggregazione non commerciale, per ricondurre anche questi giovani nell'alveo  dell'atomizzazione sociale, preda di nuovi lucignoli, mariedefilippi e isoledeifamosi. 

Intanto ci hanno tolto anche 90esimo minuto.

venerdì, 04 luglio 2008

20 milioni

Han pagato 20 milioni di euro per la Betancourt, si dice.

Son proprio fessi sti francesi.

 

Con 18 milioni prendevano Borriello e Zambrotta.

16:54 Scritto da : emanuele in Cose che capitano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: betancourt

venerdì, 25 aprile 2008

L'unica cosa per la quale ha ancora un senso definirsi italiani

 (a parte la pizza, le scarpe marroni e quella storia del do it better) 

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Buon 25 Aprile. 

11:15 Scritto da : emanuele in Cose che capitano | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: 25 aprile

venerdì, 11 aprile 2008

ma nun potevi statte zitto?

Mo je devi chiede scusa, ar Capitano.

(Vabbé che alla tua età un po' de fregnacce se ponno pure di', ma mo stai a esaggerà) 

11:51 Scritto da : emanuele in Cose che capitano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: berlusconi, insulta, totti

martedì, 18 marzo 2008

linea 13

Il ragazzo nella metro ha un completo grigio scuro e una camicia grigia, un po' più chiara, e una bella cravatta in tinta unita, blu scura. Il cappotto di lana color canna di fucile appoggiato sulle spalle ha un taglio sportivo e gli dà un'aria meno professionale degli investitori con la divisa d'ordinanza e le scarpe tristi, saliti a Saint Lazare.

Il ragazzo controlla continuamente il suo palmare come se attendesse una notizia importante, ma ha tutta l'aria di uno che aspetta una notizia che è importante per lui, non importante in generale. Non è perfettamente convinto di una certa cosa, e forse anche di un'altra, ma si è convinto di essere capace di far fronte ai dubbi e anche a qualche passeggero dolore.

Promana una caparbia autosufficienza mentale increspata, solo in superficie, dagli avvenimenti nei quali malgrado tutto ogni persona è a mollo. Quegli stessi avvenimenti che inzuppano i vestiti e li appesantiscono e a volte sei costretto a buttarli, e sono ancora quasi nuovi, e tutto sommato ci stavi bene, dentro.  

Fuori a Parigi il tempo è variabile, come sempre, ma quella mattina il cielo era cristallino e l'aria fredda e il sole accarezzavano i contorni dei marciapiedi e delle tende dei negozi definendo ombre pulite. E si sa che è di mattina che si costruiscono le giornate, ché di sera al massimo si puo' rompere tutto: è quando ci si sveglia e si scosta un po' la tenda su Parigi e si guardano, insieme, i tetti di mattoni e i profili haussmaniani dei palazzi, e la propria immagine riflessa nel doppio vetro, che si ha piena coscienza di sé e del proprio ruolo, riflesso o meno, e di quanto sole si potrà incamerare, per un altro giorno, prima di sera, prima della noia della routine, prima di una nuova notte, e di un nuovo giorno.

15:05 Scritto da : emanuele in Cose che capitano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: parigi

mercoledì, 05 marzo 2008

deontologia

Un marine di stanza in Iraq ha messo su youtube un video nel quale ridendo e scherzando fionda un cucciolo di cane in un burrone, assistendo con crescente ilarità alla sua morte.

Come riporta il corriere, la notizia ha provocato una dura reazione nelle alte sfere dell'esercito USA:

« Questo tipo di comportamento è intollerabile – ha detto il portavoce dei Marines, maggiore Chris Perrine (...) – e prenderemo i necessari provvedimenti ».

« Lo abbiamo precisato varie volte – ha proseguito – che i marines sono autorizzati a gettare nei burroni donne, bambini invalidi e anziani, ma assolutamente non terroristi islamici, mouse wireless, cani di otto mesi e animali di cristallo di swarovski. E' inutile fare i regolamenti se poi nessuno li rispetta. Cazzarola ».

16:35 Scritto da : emanuele in Cose che capitano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cane, marine, cucciolo, iraq

lunedì, 11 febbraio 2008

alle bionde piace Vespa?

Devo ricredermi su Vespa.

Fino ad oggi pensavo lo guardassero solo persone riprovevoli: elettori di Berlusconi, tossicodipendenti, preti, guardoni e masochisti di varia estrazione. 

Pare invece che anche le prostitute adorino Porta a Porta, il che concede alla trasmissione un discreto plus di moralità. 

Quanto alla ragione che spinge le prostitute a guardare il programma di Vespa, beh, credo si possa desumere che lo facciano per trovare conforto nel vedere che non è necessario sfilarsi le mutandine per perdere la propria dignità. 

14:38 Scritto da : emanuele in Cose che capitano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: prostitute, vespa

lunedì, 28 gennaio 2008

miaooo

Son stato sul sito delle liste civiche di Beppe Grillo (le chiamo cosi perché non hanno altro nome e perché, come provano i fatti in seguito presentati, sono proprio di Beppe Grillo). Sul sito non si parla né di valori né di programmi, e del resto dei valori e dei programmi delle liste civiche di Beppe Grillo non me ne importava granché: mi son dunque precipitato nella sezione più interessante, quella succulentemente definita certifica la tua lista. Essendo io tendenzialmente uno che è per l'autocertificazione di tutto, tipo Bassanini (a volte son anche uso indossare le scarpe da barca sotto il completo, proprio come Bassanini) (ma non divaghiamo) - dall'autocertificazione del titolo di studio a quella dell'onestà intellettuale e delle capacità calcistiche - la cosa mi pareva solluccherevole. E di fatti lo era.

Leggo dunque che "Il blog www.beppegrillo.it può revocare la certificazione di un singolo candidato o dell’intera lista e quindi rimuoverne le informazioni dal sito nel caso in cui non sussistessero più le suddette condizioni".

Mi pare necessario, a tal riguardo, rilevare una serie di aporie (oh-wow! aporia! si vede, che ho fatto il classico?): da un lato c'è la forza travolgente della partecipazione, il rifiuto della politica vista come esercizio di potere dell'élite e le solite altre storie sul popolo sovrano eccetera eccetera. Dall'alto c'è un blog, fattosi persona giuridica, con il potere di dare una certificazione nazionale a liste che si vogliono civiche, e dunque locali. Un blog, eh. Non un comitato, un segretario, un collegio dei probiviri. Un blog, proprio. (A proposito: da oggi questo blog attribuisce la certificazione "Tetta perfetta": ragazze, inviate le foto se volete il bollino). Non so se vi è chiaro il punto: nessun dibattito, nessun processo democratico interno. Decide Beppe Grillo. 

Ora, l'obiezione che uno potrebbe sollevare è: ok, ma chi ti obbliga ad attenerti ai requisiti imposti dal blog? Chi ti obbliga a richiedere la certificazione di Beppe Grillo? Nessuno, infatti. Ma se doveva essere una cosa cosi, non era più semplice aderire al partito del Popolo per la Libertà? 

 

Vi chiederete cosa c'entri il titolo del post, in tutto questo. Assolutamente nulla. Ma un gatto, ci vorrebbe.

16:45 Scritto da : emanuele in Cose che capitano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: grillo, liste civiche

lunedì, 21 gennaio 2008

aggregazioni

Non avendo - in questo periodo - molto tempo libero a disposizione mi trovo costretto ad aggregare nel medesimo post tre valutazioni che avrebbero fatto oggetto, in tempi migliori, di tre post differenti.

 1. leggo su repubblica.it che "tra le istituzioni non politiche scivola sotto il 50 per cento anche la Chiesa, che raccoglie la fiducia del 49,7 per cento degli intervistati (perdendo oltre 10 punti rispetto all'anno precedente)". Ecco cosa succede a scegliere male il proprio front man. Per approfondimenti chiedete ai Litfiba (quelli senza Pelù, voglio dire).

(con rispetto, naturalmente).

(per Pelù).

(oggi ho deciso di scrivere come eio).

2 . leggo sempre su repubblica.it (chiarisco che non mi pagano, per dirlo, benché potrebbe sembrare e se lo facessero non sarei contrario) che il portale italia.it adesso lo chiudono. Sono bravissimi questi qua. Vorrei dire loro che io ho un po' di esperienza nel marketing dei servizi web 2.0, sono fluentemente trilingue, bell'aspetto, mentalità commerciale, capacità di lavorare in un contesto multiculturale ed altamente competitivo e che I have the ability to prioritize and handle multiple tasks in a demanding work environment. Moreover, I have strong oral communication and relational skills. Nel caso in cui servisse un project manager bravo, magari non intelligentissimo ma sano di mente, io ci sono. E conosco dei ragazzi bravissimi che se mi date la metà di quello che avete già speso per questo progetto catastrofico (4 milioni, avete speso) (errata corrige: 7 milioni) in tre mesi vi metto su un portale che ciao sai. E mi compro anche casa qua a Parigi, 6° arrondissement (errata corrige: casa a Neully con piscina. Coperta). 

3. Siam stati a vedere Into the Wild di Sean Penn e La graine et le mulet di Abdellatif Kechiche. Son due film diversi per i seguenti aspetti: il primo è un road movie un po' intimista molto curato nella fotografia e nella colonna sonora, tanto da sembrare a tratti un video musicale (ma molto bello, come video, e anche piuttosto lungo, e inoltre la gente che c'è dentro non canta, ma parla). Il secondo è invece un film, se mi si consente lo snobbismo lessicale, un po' loachiano, nel senso che assomiglia per certi aspetti a un film di Ken Loach. Le inquadrature sono mobili con frequenti primi piani, si lasciano spazi inauditi alle scene di dialogo, ci sono poche musiche e il tema è sociale. La differenza con un film di Ken Loach è che mentre quest'ultimo incentra la propria arte sull'analisi politica, Kechiche esegue un esercizio assai più sociologico e "umano".
In comune, Into the Wild e la graine et le mulet, hanno invece il fatto che se fossero durati mezz'ora in meno la struttura generale del film non ne avrebbe tratto altro che benefici. Con questo non voglio dire che siano brutti film, anzi, ma che anche nel Cinema è forse il caso di riscoprire la dote della sintesi.

14:55 Scritto da : emanuele in Cose che capitano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: film, recensioni, chiesa, italia.it, CV

martedì, 15 gennaio 2008

si potrebbe tornare ad Avignone

La prima ragione per la quale è sbagliato che Joseph Ratzinger intervenga all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza a Roma è una ragione di senso: il Papa, in quanto principale rappresentante della Chiesa cattolica, è portatore di una visione ascientifica e primitiva della realtà.

Cio' contraddice la finalità dell'università pubblica, che è la promozione e la diffusione del sapere scientifico, indipendentemente dalla materia trattata.

Il sapere scientifico deriva dall'applicazione del Metodo inizialmente elaborato da Galileo e successivamente arricchito da generazioni di ricercatori e studiosi. L'avvento del metodo galileiano sancisce la cesura tra l'età premoderna e la modernità: dal punto di vista del pensiero cio' rappresenta il passaggio dall'irrazionalità alla razionalità: nulla puo' essere affermato senza che vi sia un'evidente prova empirica in suo supporto.

Pensate a che mondo sarebbe, senza questo assunto: gente condannata al rogo per aver sostenuto che la terra ruota attorno al sole, monarchi autonominati in virtù di un mandato divino, dogmi morali imposti contro le più evidenti necessità umane. Il tutto, nella quotidiana negazione del diritto di tutti ad essere felici, e spensierati, e liberi. 

Beh, quello è il mondo che ha in mente Ratzinger, ma per nostra fortuna non hanno vinto quelli come lui. L'università pubblica non deve dunque dare spazio a chi basa la propria esistenza sulle debolezze mentali della gente, ma rafforzare il pensiero collettivo, la ricchezza culturale e le capacità razionali dei propri studenti. Non ci interessa sentire l'opinione del papa sulla pena di morte: per farci un'idea ci basta studiare la storia, la filosofia, il diritto o l'etologia.

La seconda ragione è una ragione contingente: un Paese nel quale sui quotidiani e nelle televisioni si dà spazio a un uomo che pretende di raccontarci che ha un filo diretto con Dio e sulla base di cio' ritiene di potersi esprimere su tutto, dalla vita privata alle norme fiscali, non è un Paese libero. Accettare passivamente che nella mente delle persone semplici si crei un parallelo logico tra il sistema pubblico dei valori e le opinioni di un'associazione privata animata da gente malata di mitomania non è socialmente sano. 

In Italia non esiste un problema di libertà di culto, esiste al contrario una cappa di ideologia fondamentalista che vuole limitare la libertà delle persone di non credere o di agire contrariamente ai dettami della Chiesa: è una cappa antistorica e smentita dalla società che cerca di soffocare. E' il portato degli scellerati Patti lateranensi che è necessario abrogare una volta per tutte.

Non riuscirà a riportare le persone a messa, perché quello religioso è un pensiero debole e perdente nella società capitalistica. Ma puo' farci perdere tempo e occasioni di modernizzazione e non mi pare che l'Italia possa ancora permettersi di scialare, in questo senso. 

Il papa se ne stia dunque a scrivere le sue enclicliche deliranti in Vaticano, o meglio ancora torni ad Avignone con tutto il suo seguito di gonna-muniti: qua in Francia lo accoglierebbero forse un po' freddamente, ma con rispetto, e lo lascerebbero fare cio' che vuole.

Ma a casa sua, com'è normale che sia in uno Stato di diritto.

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