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venerdì, 30 maggio 2008
penne da guardia
Paolo Conti è presumibilmente un giornalista.
(Il fatto che pubblichi sul medesimo giornale su cui scrive Pierluigi Battista pone in verità dei dubbi sulla liceità di una simile definizione, ma lasciamo stare).
Come è noto, il ruolo dei giornalisti in una democrazia liberale è quello di parafrasare e diffondere tra i propri lettori idee e volontà della maggioranza di governo o, in alternativa, le opinioni del proprio editore. In questa attività Paolo Conti profonde oggi un non comune impegno, paragonabile all'entusiastico sforzo editoriale di Liana Milella (una giornalista basata sul libero uso delle "l"). Per chi non lo ricordasse, Liana è quella che nel luglio del 2001 firmava su Repubblica i gustosi trafiletti fondati sulla trascrizione di eccentriche informative dei servizi di sicurezza che rivelavano l'intenzione dei manifestanti di Genova di prendere poliziotti in ostaggio o lanciare palloncini di sangue infetto contro gli agenti di polizia. Un'intuizione rivelatasi farlocca alcuni minuti prima di essere astratta, ma nondimeno capace di togliere il sonno all'apprensiva giornalista, che si chiedeva: "Che succederà, in piazza, quando una delle tute bianche o nere che siano avranno puntato il poliziotto isolato, lo avranno circondato e alla fine abbrancato proteggendosi con il suo corpo per sfondare la famosa linea rossa?".
(Già, che succederà? Meglio sparare preventivamente in faccia a Carlo Giuliani e non pensarci più, no?).
Ma torniamo al Conti: avrete letto sui giornali che alla Sapienza una squadraccia di neofascisti ha attaccato con spranghe e cacciaviti studenti intenti a coprire i manifesti di Forza Nuova, organizzazione di estrema destra che intendeva celebrare nella facoltà di Lettere un seminario sulle foibe. Sai che novità. Al preside della facoltà, tale Guido Pescosolido (dunque non il Pescosolido che giocava a tennis, l'altro) la cosa era parsa talmente interessante da accordare l'aula ai richiedenti, benché fosse noto che fra gli oratori ci sarebbe stato Roberto Fiore.
Vale forse la pena ricordare che Roberto Fiore è uomo di vibrante ardore politico che sconta pero' l'inconfutabile svantaggio di essere stato per 20 anni latitante a Londra dopo che la magistratura italiana lo aveva condannato per associazione sovversiva e banda armata. Che non è proprio un'onorificenza, a quanto pare.
Dal canto suo Pescosolido non dev'essere persona di grandi letture: lo dimostra il fatto che non provi imbarazzo nel dichiarare oggi al nostro Conti che né lui né i suoi collaboratori avessero idea di chi fosse questo Roberto Fiore. Il Nostro si è ben guardato dal chiedere, ad esempio, come mai non abbiano avuto almeno il riflesso di dare un'occhiata su google.
In compenso ha avuto il cuore di raccogliere una tremebonda intervista nella quale, con singolare congruità con i desiderata del Governo e del sindaco di Roma (quello che gira con una catenina con la croce celtica), il preside afferma che il clima alla Sapienza è irrimediabilmente compromesso dall'arroganza fisica della sinistra, per dirla con le parole del suo patrocinato, Roberto Fiore.
Asciugandosi le lacrime e tirando su con il naso ha poi dichiarato di aver paura per i propri figli (paura per i tuoi figli? Ma suuuu! Non prendere la vita troppo sul serio! Scopa di più! - è di Luttazzi, questa). E il buon Conti non ha esitato un solo istante a definire "sequestro" una contestazione di una ventina di minuti tenutasi fuori dal suo ufficio da parte di un centinaio studenti della facoltà di Lettere, dietro un cordone di venti poliziotti. I corsivi sono tutti nostri e tutti indispensabili, credetemi.
(Sequestro? Una volta a Bologna avevamo intenzione di occupare il Rettorato. Calzolari venne fuori sul pianerottolo e se non ci fosse stata la Digos a tenerlo a bada le avremmo prese di santa ragione. Quel giorno la nostra stima per lui crebbe considerevolmente).
Nel finale Conti, in stile che mi permeterei di definire Milelliano, ci lascia con il profondo interrogativo del prof. Vidotto, che si chiede se mai l'università e la città di Roma (e perché no, l'Europa dei 15) potranno reggere al terribile attacco dei "Comitati" (che poi sarebbero i collettivi, I suppose).
Bravo, Conti: un ottimo lavoro. Ribaltamento della realtà, iperbole, melodramma, assenza di domande e di contraddittorio. Questo ragazzo farà carriera.
12:55 Scritto in Politiche | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: conti, sapienza, collettivi, pescosolido, fiore
venerdì, 23 maggio 2008
ripartire con il piede giusto
1
G.Galli
2 5 6 3
Tassotti F.Galli Baresi Maldini
7 8 4 11
Donadoni Ancelotti Rijkaardt Evani
10
Gullit 9
Van Basten
(E non mi pare di dover aggiungre altro).
15:45 Scritto in Sport | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: milan, baresi, van basten, sacchi

