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venerdì, 25 aprile 2008
L'unica cosa per la quale ha ancora un senso definirsi italiani
(a parte la pizza, le scarpe marroni e quella storia del do it better)

Buon 25 Aprile.
11:15 Scritto in Cose che capitano | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: 25 aprile
venerdì, 11 aprile 2008
ma nun potevi statte zitto?
Mo je devi chiede scusa, ar Capitano.
(Vabbé che alla tua età un po' de fregnacce se ponno pure di', ma mo stai a esaggerà)
11:51 Scritto in Cose che capitano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: berlusconi, insulta, totti
martedì, 08 aprile 2008
la farlocca questione tibetana
L'oscena gazzarra organizzata dai fighetti di casa nostra a Parigi e a Londra per impedire il percorso della fiaccola olimpica è una forma di protesta stupida che deriva da due elementi più sociologici che politici: il senso di colpa che la piccola borghesia ha nei confronti delle presunte minoranze (ma solo se non si chiamano Rom) e la debolezza culturale di un'opinione pubblica occidentale che si crede informata e non lo è, ed ha bisogno ogni giorno di pensieri deboli, brutti simboli e brutte bandiere da sventolare, perché il pensiero forte e le belle bandiere li ha riposti nell'armadio a due ante della nonna.
Anzitutto mettiamo in chiaro una cosa: il Tibet non ha alcun diritto naturale all'indipendenza, come non ce l'ha alcun'altra regione del mondo solo perché vi si parla una lingua un po' diversa o vi si professa in maggioranza uno dei tanti credi pre-scientifici che ammorbano la razza umana. La teoria della nazione come unicum culturale ed etnico è un'aberrazione del secolo scorso: la democrazia e la ricchezza sociale vengono dal meticciato e dalla migrazione (per dirla con Caparezza "Torna al tuo paese, sei diverso! Impossibile vengo dall'universo / La rotta ho perso che vuoi che ti dica / tu sei nato qui perché qui ti ha partorito una fica").
Altro elemento: il Tibet è da sempre territorio cinese ed è stato solo per una parentesi (fino alla pacifica liberazione condotta dai rivoluzionari comunisti negli anni '50) una teocrazia oscurantista, basata su un modello economico feudale.
Durante la Guerra fredda gli Stati Uniti scelsero il Tibet, assieme all'Indonesia, tra i Paesi adatti per finanziare una quasi inesistente opposizione anticomunista (che non veniva dai ceti popolari, ma dai monaci e dall'oligarchia alla quale appartenevano), fomentarla con argomenti razzisti anti-cinesi, addestrarla con la Cia, spingerla alla rivolta con l'obiettivo di creare uno stato cuscinetto e installare una base missilistica sull'altopiano tibetano. La rivolta falli' perché non ebbe alcun seguito popolare.
Adesso che la Guerra fredda è finita la Cina è nuovamente un problema, perché produce più degli Stati Uniti, ha un mercato interno che puo' tranquillamente sostenere una crescita economica vertiginosa, ha fame di risorse energetiche e capitali per pagarle, oltre a non ricordo quanti milioni di laureati in matematica, chimica, ingegneria ed economia ogni anno.
Ma la cosa più ridicola di questa protesta hollywodiana è che si vorrebbe pretendere che il governo cinese intavolasse un negoziato (con all'ordine del giorno la sua disgregazione nazionale) con un monaco buddista espressione di una delle caste culturalmente più arretrate e assolutamente minoritarie nella propria regione, che oltrettutto nessuno ha mai eletto. E cio' in seguito a un pogrom anticinese, organizzato dai più abbienti tibetani frustrati dalla crisi economica contro la minoranza povera cinese di Lhasa, come quello che si è visto nei giorni scorsi e che il governo cinese ha legittimamente stroncato.
Intendiamoci: la Cina viola quotidianamente i diritti umani dei propri cittadini: sta sostenendo uno sviluppo economico ineguale e feroce, tipico di ogni fase esplosiva del capitalismo. La gente viene bastonata a morte davanti ai propri figli se chiede di lavorare un'ora in meno al giorno. O dorme nelle stesse fabbriche in cui lavora ed è pagata una miseria. Questo è il solo punto autentico della questione. Su questo bisognerebbe che i vari nanerottoli della politica d'avanspettacolo come Sarkozy ponessero l'accento, quando vanno in Cina a firmare accordi commerciali e vendita di eurofighter, invece d'interrogarsi sulla propria partecipazione o meno alla cerimonia iniziale dei Giochi, cosa di cui onestamente non frega nulla a nessuno.
E quegli stessi visi candidi che ieri sventolavano la bandierina fighetta di Reporters sans Frontières li avrei voluti vedere contestare l'entrata della Cina nel Wto, quando erano ancora in tempo. Tirare fuori la lagna dell'insignificante problema tibetano proprio in occasione delle olimpiadi puzza di lobbismo più di una giacca usata da Mark Penn.
12:30 Scritto in Politiche | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tibet, dalai lama, cina
venerdì, 04 aprile 2008
titolisti anonimi
da repubblica.it
Veltroni: "Distruggeremo le mafie"
Berlusconi: "Istituzioni contro di noi"
Ecco, appunto.
12:51 Scritto in Politiche | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: berlusconi, mafia
giovedì, 03 aprile 2008
intolleranze elementari
Ma non era Ferrara quello che voleva andare a Sanremo a tirare le uova a Benigni?
Ok, Ferrara è un provocatore di professione. Lo ha fatto apposta ad andare a prendersi le uova a Bologna. Anche se credo neppure lui si aspettasse che a sentirlo ci sarebbero stati cinque sfigati - e tremila persone a tirargli di tutto.
E d'accordo, non è bene impedire a una persona di dire la propria opinione bla bla bla anche se non condivido la tua opinione bla bla bla morirei per permetterti, eccetera eccetera finché non sei una ragazza che passa una notte nel panico a cercare una pillola del giorno dopo e ci ha davanti dei catto-dementi che non gliela vogliono dare. Pero' la tolleranza, il diritto di parola che guai a toglierlo a quelli che passano la propria vita in tv, ci mancherebbe signora mia, ci mancherebbe.
Ma da un punto di vista proprio personale, diciamo soggettivo, diciamo. Io ci sarei andato col bazooka.
09:50 Scritto in Politiche | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ferrara, bologna, ciccione maledetto
mercoledì, 02 aprile 2008
ma fa anche il caffé?
Secondo Benedetto Sedicesimo Wojtyla aveva "qualità soprannaturali": cio' farà piacere non solo ai sostenitori di una sua rapida santificazione, ma anche a Homer J. Simpson, secondo il quale le suore e i papi volano.
In effetti le prove scientifiche dalla soprannaturalità di Papa Giovanni non mancano. Alcuni testimoni affermano di aver visto papa Wojtyla aprire delle scatolette di tonno sfiorandole con un crocefisso (benché, dicono i detrattori, molto appuntito).
Ma sono decine e decine le segnalazioni pervenute alla Commissione per la Beatificazione della Chiesa Cattolica, un organo permanente che si riunisce sei volte l'anno, le prime tre nell'ambito dei Seminari Maldivensi ognuno dei quali si protrae per ben 21 giorni di castigo e riflessione nell'omonimo arcipelago e le seconde tre in occasione delle Riunioni planarie presso il ristorante "Il Pappagallo" di Bologna, all'insegna di un rigoroso pauperismo e di un sacerrimo digiuno.
Nicola Quarrabuto, impiegato del catasto del comune di Molfetta (Ba), ha raccontato alla Commissione che un giorno di maggio del 1998, giunto ormai alla sesta ora consecutiva di assoluta immobilità fisica e mentale e in preda a terribili formicolii alle estremità e devastanti sbadigli, si rese improvvisamente conto che una voce, quella di Wojtyla, gli stava intimando di alzarsi "almeno per andare al gabinetto". A quanto riportano i verbali della Commissione, il Quarrabuto segui il consiglio del suo Papa, e si senti improvvisamente meglio, e il giorno successivo ottenne improvvisamente anche la Grazia di tre settimane di mutua grazie certamente all'intercessione divina oltreché a quella terrena del fratello del marito della sorella della moglie, impiegato presso la locale Asl.
Alcuni pazienti dell'Ospedale del Sacro Cuore di Gesù e Maria SS Aiutaci Tu di Papiago (Pv), ricoverati nel reparto "Patologie della razionalità e alterazioni della percezione sensoriale" hanno poi rivelato che alcuni poster di Wojtyla da loro affissi nelle camerate di degenza hanno preso da qualche tempo a fluttuare (sembra quantisticamente) emettendo inoltre un forte profumo di incenso e recitando per intero, a più voci e in ogni parte il film di debutto di Mino Reitano, Una vita lunga un giorno (1973). Ci pare del tutto trascurabile il dettaglio, che una certa stampa faziosa e laicista si è premurata di porre in luce, che nel seminterrato dell'ospedale alune suore avessero dato vita ad un laboratorio per la sintetizzazione dell'acido lisergico.
12:21 Scritto in Scienze | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: Wojtyla, papa, beatificdazione, quarrabuto, papiago

